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© foto di Daniele Buffa/Image Sport
27.06.2010 18:00 di Oreste Giannetta articolo letto 1218 volte

LE FORMAZIONI – Low ritrova Klose, che torna al centro dell’attacco al posto di Cacau, comunque infortunato ed indisponibile. Per il resto formazione confermata, compreso Boateng terzino destro e Schweinsteiger, in dubbio fino all’ultimo per noie muscolari. Nessun cambio per Capello, rispetto alla gara vinta contro la Slovenia. Confermato Upson al fianco di Terry in difesa, nonostante il ritorno dalla squalifica di Carragher e un King nuovamente disponibile e in panchina. C’è Milner, decisivo nella sua nuova posizione a destra, e ovviamente Defoe, l’autore del gol qualificazione, con Rooney ad agirgli attorno.

IL FANTASMA 44 ANNI DOPO – Un gran primo tempo, ma per vedere lo spettacolo bisogna attendere venti minuti. Fino ad allora due soli brividi. Rooney viene fermato ingiustamente per un fuorigioco che non c’è e poco dopo Ozil dimostra di essere in palla bruciando Cole e impegnando James alla respinta di piedi. Proprio al ventesimo la svolta. Neuer rimette dal fondo lunghissimo, col pallone che spiove nella trequarti inglese. Klose ci crede, mentre Terry lascia rimbalzare colpevolmente il pallone. L’attaccante del Bayern impegna Upson in un corpo a corpo, lo vince e in scivolata beffa James con l’esterno. Un gran gol che gli permette di raggiungere Pelé al quarto posto tra i marcatori “mondiali”. La replica inglese tarda ad arrivare. Il gioco degli uomini di Capello è troppo lento e scolastico, per la rabbia del tecnico friulano, e alla mezzora la Germania passa nuovamente, ancora prendendo di sorpresa la difesa avversaria. Muller ruba palla su una rimessa laterale inglese, scambia rapidamente con Ozil e va via in profondità. Sull’uscita di James è freddo a sufficienza per servire Podolski sulla sinistra. L’attaccante del Colonia ha buon gioco nel controllare e depositare in rete il suo quarantesimo gol in nazionale. L’Inghilterra sembra in ginocchio, anche se Defoe colpisce la traversa con un colpo di testa, ma ad azione già fermata dall’arbitro per un fuorigioco che ancora una volta sembra dubbio. Cinque minuti dopo il raddoppio, però, nuova scarica di adrenalina. I Leoni tornano a ruggire con Upson, che si fa parzialmente perdonare le incertezze difensive con uno stacco di testa perfetto su cross di Gerrard. Da rivedere, in questo caso, Neuer, che esce in ritardo. Il portiere dello Schalke era però stato protagonista poco prima con uno splendido intervento di istinto su Lampard. Proprio Lampard è protagonista di un episodio che farà discutere moltissimo, quando con una girata in scivolata dal limite dell’area scavalca il portiere tedesco con un pallonetto. La palla sbatte contro la traversa, rimbalza un buon metro oltre la linea bianca e torna in campo, agguantata da Neuer dopo un secondo rimbalzo. Per il guardalinee, che evidentemente non ha in simpatia gli inglesi, non è gol e si va avanti. Il primo tempo si chiude dunque con le proteste inglesi per un episodio che non può non richiamare alla mente quello, a parti invertite, della finale di Wembley del 1966.

SCACCO ALLA REGINA IN QUATTRO MINUTI - L’inizio della ripresa è promettente per l’Inghilterra, che viene fermata dalla traversa su una punizione calciata benissimo da Lampard. È un ulteriore segnale di una giornata storta, anche se su azione manovrata la difesa tedesca ha gioco facile, contro le trame troppo lente e prevedibili degli avversari. Si arriva così al giro di boa della frazione e all’uno-due micidiale che spegne definitivamente ogni velleità degli uomini di Capello. Le due azioni sono quasi identiche, anche se si sviluppano sulle due fasce opposte, e sono due azioni di contropiede esemplari, facilitate però dalla lentezza della retroguardia in maglia rossa. Nella prima fa tutto Muller, scattando sulla destra, entrando in area e fulminando James, colpevole di suo con un intervento scomposto. Nella seconda il giovane trequartista del Bayern fa solo da terminale conclusivo, ma il protagonista assoluto è Ozil, che brucia in velocità un immobile Barry, va via sulla sinistra e mette in mezzo per un comodo tap-in. Inghilterra K.O. e quasi umiliata, anche se i suoi tifosi continuano a cantare l’inno fino al termine. Capello prova a cambiare qualcosa inserendo Heskey per Defoe, dopo che l’entrata di Joe Cole al posto di Milner era coincisa coi cinque minuti più brutti della sua gestione. Low, dal canto suo, regala la standing ovation ai tre protagonisti del match, forte di un vantaggio ormai incolmabile. I restanti venti minuti vivono su iniziative personali dei vari Rooney e Gerrard, ma con ben poca convinzione e con Neuer e compagni che fanno sempre buona guardia. Straordinaria, in tal senso, una parata su un destro angolato del capitano inglese.

TRIPLICE FISCHIO – Alla fine Capello è tradito dal reparto che nella sua carriera ha sempre curato più di ogni altro. Una difesa perforata da ogni lato dalla velocità degli avanti tedeschi, che come già nelle gare del girone dimostrano di poter portare i loro colori molto in alto, nonostante la non grandissima esperienza. Decisivo il gol fantasma di Lampard nel primo tempo? Non ci sentiamo di affermarlo, perché i tedeschi sono apparsi in grado di colpire gli avversari molto più facilmente di quanto riuscissero Rooney e compagni e non è detto che anche in caso di due a due non sarebbero riusciti a tornare avanti. Proprio Rooney lascia il torneo senza acuti, delusione più grande tra i big players sbarcati in Sudafrica. Per la Germania si avvicina adesso un probabile scontro con la Germania, revival di fine anni Ottanta ma non solo.

TABELLINO

Germania (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Friedrich, Mertesacker, Boateng; Khedira, Schweinsteiger; Muller (72’ Trochowski), Ozil (83’ Kiessling), Podolski; Klose (72’ Gomez).
Inghilterra (4-4-2): James; Johnson (85’ Wright-Phillips), Terry, Upson, A.Cole; Milner (64’ J.Cole), Barry, Lampard, Gerrard; Defoe (71’ Heskey), Rooney.

Marcatori: 20’ Klose(G), 32’ Podolski(G), 37’ Upson(I), 67’ Muller(G), 70’ Muller(G).

Ammoniti: Friedrich(G), Johnson(I).

Arbitro: Larrionda(URU).


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Classifica marcatori
David Villa 5 Spagna
Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile