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15.06.2010 18:13 di Andrea Lolli articolo letto 912 volte

LE FORMAZIONI - Schieramenti speculari quelli delle due squadre in campo. Per la Costa d'Avorio si parte con un 4-3-3 che prevede la presenza di Demel a destra, Kolo Tourè e Zokora in mezzo, Tienè a sinistra davanti all'estremo difensore Barry. Centrocampo muscolare, come del resto per tutte le nazionali africane, con Ebouè, Yaya Tourè e Tiotè. Davanti fondamentale il recupero di Drogba per il Mondiale ivoriano, ma dal primo minuto partirà Dindane supportato, ai lati, da Gervinho e Kalou.

4-3-3, come detto, anche per il Portogallo, con la linea difensiva davanti ad Eduardo formata da Paulo Ferreira, Bruno Alves, Ricardo Carvalho e Coentrao. Centrocampo di qualità con il veterano Deco, Pedro Mendes e Raul Meireles in cabina di regia. Davanti Liedson sarà il perno centrale di un attacco composto anche da Danny e, ovviamente, Cristiano Ronaldo.

RONALDO IN CATTEDRA - Ci si aspetta una sfida spettacolare, ma la posta in palio è già alta e le due squadre partono in maniera piuttosto circospetta. Gli africani, come una rodata nazionale europea, portano nove giocatori sotto la linea della palla e chiudono gli spazi ad un Portogallo che cerca di inserirsi con il suo solito fraseggio. Gli unici spunti partono così dai piedi dell'uomo di maggior classe: Cristiano Ronaldo. L'attaccante del Real Madrid sfrutta un errore di Yaya Tourè, dopo pochi minuti, e costringe Zokora al fallo da giallo. Pochi minuti dopo è ancora lo stesso Ronaldo che, con grande naturalezza, esplode un destro dai trenta metri che colpisce in pieno il palo alla destra di Barry. Il pericolo sveglia gli ivoriani, che tuttavia ci provano solamente su calcio piazzato o da fuori senza impensierire troppo Eduardo. La gara non sale di ritmo, rimane piacevole per i fraseggi, ma mancano le conclusioni a rete. Da parte portoghese c'è la cronica mancanza di un vero e proprio bomber là davanti in grado di finalizzare la grande mole di gioco, mentre per la Costa d'Avorio l'assenza di Drogba è veramente molto pesante. La prima frazione si chiude così senza grossi sussulti, con le due squadre che si equivalgono fatto salvo il clamoroso palo di Ronaldo.

CI PROVANO GLI IVORIANI - La ripresa inizia senza novità nei ventidue in campo, ma sono gli ivoriani che tentano di prendere in mano l'incontro. Sulla fascia di competenza, Gervinho tenta ripetutamente l'uno contro uno per portarsi alla conclusione, mentre anche il compagno Kalou ci prova, ma Eduardo è attento a disinnescare ogni tentativo avversario. Liedson si rende pericoloso per la prima volta con un colpo di testa non certo imparabile per Barry, ma sono episodi isolati. Queiroz prova così a cambiare il corso del match con l'ingresso di Simao e Tiago al posto di Danny e Deco, ma è tutto inutile. La pioggia ed il campo pesante impediscono con il passare dei minuti le giocate più tecniche, pertanto ne esce sempre più una partita fisica ed in equilibrio. Intorno alla metà della ripresa, però, gli africani calano l'asso Drogba che, tuttavia, non inciderà nel match. Le squadre, infatti, iniziano progressivamente a sfilacciarsi, le trame di gioco diventano sempre più faticose da tessere e l'assalto finale degli ivoriani è più confusionario che altro.

TRIPLICE FISCHIO - Si conclude così in estrema parità la sfida fra le due pretendenti, oltre al Brasile, alla qualificazione agli ottavi di finale del girone G. Tanto equilibrio, pochi spunti degni di nota e un lampo di Ronaldo sono il riassunto dell'incontro. Il risultato certo non favorisce i verdeoro, entrambe le squadre mantengono infatti intatte le possibilità di qualificazione e si giocheranno tutto, probabilmente, proprio nello scontro con i sudamericani.


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Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile