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© foto di Daniele Buffa/Image Sport
13.06.2010 01:07 di Alessio Milone articolo letto 3299 volte

Primo sabato Mondiale, diverse sorprese. La prima proviene dall'Asia, con una Corea del Sud che si fa beffe di una più quotata Grecia, rifilandole due pappine e balzando in testa a un Girone B che, dati alla mano, l'ha considerata sin dai primi istanti in cui è stato sorteggiato una sicura eliminata. La seconda sorpresa, invece, giunge di sera: perché il derby della lingua inglese non sorride a Fabio Capello. E neanche a Robert Green, portiere degli inglesi, che con la sua papera clamorosa ha regalato il pari alla - tenace - compagine di Bob Bradley. Un uno a uno che potrebbe permettere ad Algeria e Slovenia di giocarsi la vetta provvisoria di un Girone C ritenuto già vinto dall'armata capelliana. In barba a tutte le - iniziali - aspettative. Perché, diciamocelo: chi avrebbe mai pensato che, dopo la prima giornata, Algeria e Slovenia potessero risultare sopra l'Inghilterra? Ovvio che sono, comunque, solo supposizioni: perché con un pareggio tra queste due, tutto tornerebbe - quasi - come secondo i calcoli.

Nulla di clamoroso, invece, nel match pomeridiano: l'Argentina supera la Nigeria per uno a zero, per la felicità di un Maradona che ringrazia il Creatore per avergli fatto iniziare immediatamente bene la competizione. Quasi come se il pibe de oro avesse avuto l'incubo che sarebbe potuta non andare così. Perché in effetti tanto si è detto sull'Argentina, tante critiche sono piovute su Maradona, soprattutto in riferimento al discorso convocazioni, alla mancata fiducia conferita a due storici come Cambiasso e Zanetti, al modo di gestire una nazionale importante, blasonata, affamata di vittorie. Non ricordo chi disse che "mettere l'Argentina in mano a Maradona è come prendere il più bravo al mondo dei carpentieri e piazzarlo a fare l'ingegnere". Esempio probabilmente esagerato, ma che può rendere l'idea delle tante perplessità - ma per adesso subito smentite - nate sulla gestione maradoniana della nazionale albiceleste.

E oggi? Altre tre partite, due delle quali non così entusiasmanti, se si tiene conto esclusivamente del blasone delle squadre. Algeria-Slovenia per il Gruppo C (e tutta la situazione appresso, di cui si diceva prima, legata a un  possibile "primato anomalo" in questo girone), Serbia-Ghana e, soprattutto, Germania-Australia del Gruppo D. Il primo match a ora di pranzo; il secondo in piena digestione; il terzo pronto per ora di cena, subito dopo l'aperitivo serale. L'ultima di queste partite è quella che, ovviamente, fa venire più di tutte l'acquolina in bocca: tanti campioni da una parte (povero Ballack che non ci sarà), tanto orgoglio e determinazione dall'altra. Per una domenica che nascerà in sordina, proseguirà in crescita, e finirà esplodendo. Di calcio. Mondiale. Per tutti noi.


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Classifica marcatori
David Villa 5 Spagna
Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile