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© foto di Daniele Buffa/Image Sport
24.06.2010 01:21 di Giampaolo Gaias articolo letto 4383 volte
Fonte: Nicola Adamu

La giornata odierna ha visto concludersi il discorso-qualificazioni per quanto riguarda i gironi C e D. Questo significa che la metà delle squadre impegnate in questo Mondiale ha già scritto la propria sorte sugli almanacchi e che, di conseguenza, è già tempo di bilanci per chi ama scrivere le cronache della rassegna calcistica più attesa da quattro anni a questa parte. Tra delusioni e sorprese, i primi quattro gironi hanno già emesso i loro verdetti. Analizziamoli nel dettaglio.

GIRONE A


Che fosse uno tra i raggruppamenti più equilibrati dell'intero torneo già lo si sapeva. Il tonfo della Francia non si può certamente definire annunciato (del resto, si tratta pur sempre della squadra con il maggior tasso tecnico di tutto il girone), ma le capacità gestionali di Domenech non potevano non far presagire a un eliminazione dei transalpini già dal primo turno. Dopo la finale al Mondiale tedesco del 2006 - in cui, è bene ricordarlo, i "galletti" rischiarono di uscire già dalla prima fase - il discusso CT dei bleus ha inanellato una topica dopo l'altra, dalla sconfitta nei gironi a Euro 2008 per mano dell'Italia per arrivare allo spareggio-scandalo contro l'Eire. Le scelte sballate in sede di convocazione dei 23 (Nasri, Benzema e gli "italiani" a casa gridano vendetta) e le ancor più opinabili decisioni sugli undici da mandare in campo e sui relativi cambi da effettuarsi a partita in corso, passando la sua capacità di coesione dello spogliatoio pari a quella di un fuorilegge in un saloon del Far West, hanno regalato agli appassionati il "caso" più succoso di questo Mondiale. E alla nazionale francese il punto più basso della sua storia. Perché è vero che i cugini d'Oltralpe, nel 1990 e nel 1994 alla rassegna iridata nemmeno ci arrivarono, ma sono convinto che qualsiasi abitante dell'Esagono baratterebbe oggi la mancata qualificazione al Mondiale con una figuraccia simile.

Dopo aver toccato i tasti dolenti, passiamo alle note positive. Una di queste è Oscar Washington Tabarez, che in Italia transitò tanto, troppo tempo fa, sicuramente abbastanza perché ci si scordasse delle sue qualità tattiche e morali. Tattiche perché solamente chi mastica di calcio può avere l'idea di schierare un superbomber come Forlan a fare il trequartista, ben sapendo che non avrebbe deluso in virtù dell'intelligenza calcistica - non seconda alla vena realizzativa - del biondo centravanti dell'Atletico Madrid. Il tutto condito da un po' di sana garra sudamericana. Le qualità morali stanno invece nelle sue dichiarazioni in cui smentisce qualsiasi pastetta con i messicani per estromettere Francia e Sudafrica dal discorso qualificazione. Chi pensava fossero solo delle dichiarazioni di circostanza è stato prontamente smentito, e la nazionale di Aguirre ha visto allontanarsi lo spettro dei famigerati bussolotti (o, peggio ancora, l'eliminazione diretta) solo grazie al golletto di Malouda e alla parata di Lloris su Tshabalala in pieno recupero durante Francia-Sudafrica.

Eppure, il Messico non è certo squadra da sottovalutare. Paga probabilmente la carenza in determinati ruoli (difesa non rapidissima alle spalle della quale sta un portiere, Oscar Perez, che non rappresenta certo la quintessenza dell'affidabilità) e alcune scelte discutibili di Aguirre, che preferisce l'imbolsito Franco al fresco e voglioso Hernandez. Ha però un Marquez che torna sempre buono e una batteria di contropiedisti di tutto rispetto come Vela (infortunatosi contro la Francia), Barrera e Dos Santos. Dovrà sfidare l'Argentina di Maradona: parte sfavorita, ma c'è da credere che troverà il modo di dare del filo da torcere alla formazione del Pibe.

Chiudiamo con i padroni di casa del Sudafrica: orgogliosi durante l'esordio, molli contro l'Uruguay e carichi quanto basta ma anche fin troppo distratti contro la Francia. Lasciano il Mondiale a testa alta, mettendo in vetrina alcuni elementi interessanti come il già citato Tshabalala, forse un po' fumoso in certe circostanze ma con del potenziale che potrebbe essere espresso con le giuste correzioni tattiche che gli si potrebbero apportare in un campionato europeo. Eliminati e contenti, ma del resto il calcio è bello anche perché vengono a crearsi situazioni un po' paradossali come questa.

GIRONE B

L'Argentina le mette tutte in fila, e sin qui eravamo preparati. Maradona, accomunato a Domenech per le perplessità che ha da sempre suscitato il suo modo di interpretare il ruolo di CT, ha invitato i detrattori suoi e della Selecciòn a chiedere scusa dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno. Numeri alla mano non si può dar torto al vulcanico Pibe de Oro, che si può vantare di aver messo su una squadra in grado di contare sette gol fatti e appena uno subito in tre gare. Tuttavia, siamo appena agli ottavi: sbilanciarsi è sempre stato nella natura di colui che è il numero 10 per eccellenza, però non sempre quando ci si sbilancia si riesce anche a cadere in piedi. Ad ogni modo, ha un gran merito: l'Argentina ha un gruppo solido e gioca con l'idea di divertire e divertirsi. Il punto interrogativo è casomai rappresentato dalla reazione della nazionale albiceleste alle prime vere difficoltà (le avversarie incontrate finora si sono dimostrate obiettivamente poco competitive), per quanto sino ad oggi abbia legittimato il proprio ruolo di favorita per la vittoria finale del torneo.

Seconda classificata, la Corea del Sud. La meno peggio, verrebbe da dire. Spumeggiante l'esordio contro una lenta e impacciata Grecia, ha realizzato contro l'Argentina cosa significasse giocare contro un avversario di caratura superiore (gli arbitri fin troppo accondiscendenti del Mondiale giocato in casa nel 2002 sono ormai un lontano ricordo) e hanno mostrato il carattere giusto per portare a casa il risultato che serviva contro una Nigeria che si era portata ben presto in vantaggio riaprendo il discorso qualificazione. Agli ottavi sfiderà gli Uruguay: è buffo constatare come Tabarez incontrerà, a vent'anni di distanza, la stessa nazionale contro cui la Celeste vinse l'ultima gara ai Mondiali prima di quest'anno. Allora la decise Fonseca all'ultimo tuffo, stavolta sta agli asiatici riscrivere la storia.

Per quanto inconsistente, la Grecia si assicura la terza piazza conservando quasi sino all'ultimo alcune velleità di passaggio del turno. I sei anni che hanno seguito la vittoria a Euro 2004 hanno dimostrato quanto quella affermazione fosse un fatto episodico e difficilmente ripetibile, per quanto le favole piacciano a tutti. Ormai, i protagonisti di quel clamoroso trionfo sono stati spremuti a dovere e la nazionale ellenica dovrà giocoforza essere sottoposta a un profondo rinnovamento, magari partendo da quel Ninis che ha talento da vendere. Magra consolazione, i primi gol e i primi punti mondiali.

Deludente la Nigeria. Certo, i tempi di Finidi, Oliseh e Kanu sono passati da un pezzo, ma da quello che per dieci anni ha rappresentato il più fulgido esempio come fucina di talenti del calcio africano era lecito aspettarsi di più. I vari Yakubu, Martins e Obinna si sono rivelati delle semplici copie sbiadite dei loro predecessori. Alcuni di loro sono ancora giovani e avranno tempo di rifarsi, ma se da qui a quattro anni non sbucherà alcun nuovo talento prevediamo tempi grami per le Aquile Verdi, capaci di buttare la qualificazione giocando in dieci uomini per quasi un'ora contro la Grecia. Tirata d'orecchie alla federcalcio nigeriana: per due volte Shuaibu Amodu ha portato la squadra alla qualificazione ai mondiali (avvenne anche nel 2002) e per due volte è stato cacciato alla vigilia. Come a dire, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

GIRONE C


A guardare le componenti del girone sulla carta, l'avevamo detto tutti: "l'Inghilterra di Capello passa il girone in carrozza". Pronostico vero solo a metà, in quanto l'obiettivo minimo del passaggio del turno è stato raggiunto, ma nel peggiore dei modi e con estrema fatica. Il secondo posto agguantato per i capelli grazie a un golletto di Defoe - forse il più azzeccato tra i partner di uno sbiadito Rooney - contro la volenterosa e sfortunata Slovenia è quanto di peggio ci si potesse augurare, visto che agli ottavi i Leoni di Sua Maestà dovranno vedersela contro la tutt'altro che malleabile Germania di Loew. I pareggi contro Usa, con la papera di Green che per quanto grave non può rappresentare l'unica scusante, e contro l'Algeria in cui non si sono ravvisati degli spunti degni di nota, rappresentavano solamente una fase di rodaggio o danno la percezione di quello che è il reale valore della nazionale d'Oltremanica? Ai posteri, ma soprattutto ai tedeschi, l'ardua sentenza.

In un girone giocato sul filo del rasoio sino all'ultimo, gli Stati Uniti hanno fatto valere la propria esperienza rispetto a Slovenia e Algeria agguantando un primo posto che ha quasi dell'insperato. Il primo posto degli uomini di Bradley è in verità meritato. Capitalizzato al massimo il gol casuale trovato contro gli inglesi, avrebbero meritato i tre punti già contro la squadra di Kek alla seconda giornata, nonostante un primo tempo horror: il gol annullato ad Altidore è quanto di più inspiegabile si sia visto in questo mondiale. La qualificazione è arrivata all'ultimo tuffo grazie all'uomo più rappresentativo, quel Landon Donovan che già un anno fa fece tremare il Brasile nella finale di Confederation Cup. Si dice che negli Stati Uniti il calcio non ha mai attecchito come altri sport: in realtà, dal 1994 in poi, i risultati del calcio a stelle e strisce, per quanto non di primissimo livello, sono tutt'altro che disprezzabili. E da oggi i suoi rappresentanti hanno una nuova occasione per invertire il trend.

Veniamo alla Slovenia. Volenterosa e sfortunata, si è detto. E anche inesperta, perché se non avesse dilapidato un vantaggio di 2-0 dopo 45 minuti contro gli Stati Uniti, si sarebbe qualificata con novanta minuti d'anticipo con tanti saluti alle altre componenti del girone che avrebbero dovuto giocarsela alla morte per il secondo posto. Vittima della propria ingenuità, dunque, ma va pur detto che anche la consolazione di essere stata la migliore tra le nazionali eliminate per numeri e qualità di gioco è già una gran vittoria per la nazionale di un paese che conta appena due milioni di abitanti.

Ultima della fila, l'Algeria. Vittima nella prima gara, così come l'Inghilterra, di un errore del proprio portiere, ha nel proprio curriculum la macchia degli zero gol fatti, unica nazionale finora ad aver completato le tre partite senza aver mai messo la sfera in rete. Il senese Ghezzal, forse l'attaccante più rappresentativo, ha avuto poco spazio e quando lo ha avuto si è rivelato dannoso per la squadra (l'espulsione contro la Slovenia non pesa meno dell'errore del suo estremo difensore). Probabilmente potevano servire la classe e l'esperienza dell'eterna promessa Meghni, estromesso da un infortunio, ma ancor di più sarebbe servito un centravanti vero. Ottimi tuttavia Ziani e Belhadj, che non sono peraltro le uniche individualità di valore del team nordafricano.

GIRONE D

La partenza a razzo contro l'Australia lasciava pensare a una chiusura a punteggio pieno del girone per quanto riguarda la Germania di Loew, ma l'espulsione di Klose contro la Serbia - figlia probabilmente di un arbitraggio fin troppo fiscale - e le troppe imprecisioni sotto porta contro la nazionale in maglia rossa hanno complicato la vita alla nazionale più multietnica di questo mondiale. Così a regalare il primo posto nel girone alla squadra teutonica è stato un gol di Özil - talento in via di consacrazione - a mezz'ora dalla fine della partita contro il Ghana. Fresca e ancora da scoprire per buona parte, la squadra tedesca si troverà di fronte l'Inghilterra che sino a questo momento non ha mantenuto le attese: è il primo vero big-match del torneo, decisamente inatteso come modi e tempi.

Di seguito il dignitoso Ghana, che però paga la scarsa vena realizzativa. Due gol fatti entrambe su rigore, con l'aggravante di non essere riusciti a superare un'Australia rimasta in dieci per buona parte dell'incontro durante la seconda giornata. Il fatto di essere l'unica africana qualificatasi sinora (e probabilmente anche nel prosieguo del torneo, visto che con il Camerun già eliminato una possibile rimonta della Costa D'Avorio avrebbe del fantascientifico) non può che inorgoglire, ma Asamoah non è un bomber di razza e del resto nemmeno se ne vedono a disposizione del mister Rajevac. La sensazione che con un Eto'o o con un Drogba questa nazionale vivace e ben disposta tatticamente sarebbe potuta andare molto lontano. Peccato che in Ghana giocatori simili non ne siano ancora nati se non quel Yeboah che però nacque in un periodo fin troppo scevro di talenti perché la sua nazionale potesse arrivare a conoscere certi palcoscenici.

Terza, quasi a sorpresa, l'Australia. Lo 0-4 subito nella gara d'esordio penalizzava tremendamente i Socceroos in termini di differenza reti, ma va dato merito alla nazionale di Verbeek per non essersi disunita dopo la batosta ricevuta e aver anzi strappato con l'orgoglio un pari in dieci uomini contro il Ghana e una vittoria contro la ben più quotata Serbia. La sensazione è che se il calendario fosse stato diverso, i "canguri" avrebbero forse potuto giocarsela diversamente. Tuttavia, Verbeek ha dimostrato che non bisogna per forza chiamarsi Hiddink per ottenere dei risultati ad un mondiale. Anzi, a dirla tutta la sua squadra è qualitativamente inferiore rispetto a quella di quattro anni fa.

Chiude il girone la Serbia, che rappresenta probabilmente la maggior delusione di questo torneo dopo la Francia. Composta da elementi che si trovano ai vertici del calcio europeo come Vidic, Ivanovic e Stankovic e da giocatori richiestissimi in sede di mercato come Jovanovic, Krasic e Kolarov si sono distinti per due palesi falli di mano in area di rigore in due diverse partite, una vittoria contro la Germania non esattamente limpidissima e due sconfitte contro nazionali sulla carta ampiamente alla loro portata. Radomir Antic, allenatore competentissimo, ha centrato il fiasco più clamoroso della sua carriera.

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Classifica marcatori
David Villa 5 Spagna
Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile