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© foto di Giacomo Morini
02.07.2010 07:50 di Pietro Luigi Borgia articolo letto 1560 volte

Due partite, oggi, e due pronostici difficili da sciogliere: da un lato, due squadre pronte a fare la storia (l'una, il Ghana, per essere la prima squadra africana a superare i quarti; la seconda, l'Uruguay, per tornare in semifinale dopo 40 anni), dall'altro due squadre che nella storia ci stanno da sempre (Argentina e Germania, con defezioni varie: Podolski e Messi che saltano l'allenamento, ma questo stasera non conta).

Ma i riflettori, per noi italiani, si sono già spostati altrove: è sempre difficile resistere alla tentazione di incensare un nuovo capitano di ventura, e anche noi di TuttoMondiali non facciamo eccezione. Perché per la nazionale italiana, reduce da una figuraccia epocale, parte l'èra-Prandelli: le prime grida d'entusiasmo sono arrivate dal vicepresidente federale Demetrio Albertini, e dal team manager azzurro Gigi Riva. Dichiarazioni, ancorché premature e doverose, sicuramente anche giustificate (ma attenzione: saranno tutti pronti a dire di non aver mai sostenuto niente del genere, se le cose dovessero andare male): c'è comunque la necessità di ripartire, e non c'è modo di farlo senza porsi nuovi obbiettivi e quindi nuovi entusiasmi.

Non sarà un compito facile, quello che attende Prandelli: e non tanto perché si viene da un gruppo decisamente tristo, quanto perché c'è da costituire un gruppo nuovo, giovane e possibilmente futuribile: e sappiamo bene come vanno a finire certe cose. Ogni anno ci viene detto che sarà l'anno di questo o quel giovane, e ogni anno, puntualmente, dopo pochi mesi ci dicono che no, l'anno giusto per quel giocatore sarà quello successivo: nel frattempo, spazio a qualcuno più smaliziato.

Sarà difficile perché Prandelli sa bene che la sua luna di miele con i tifosi, prima di Ferragosto, potrebbe già incrinarsi. Sull'esordio, poi, c'è da dire che la Federazione ancora una volta ha fatto la sua bella figura: inizialmente prevista per l'11 agosto a Roma al termine di un mini-raduno di due giorni, l'amichevole con la Costa d'Avorio è stata anticipata adesso al giorno 10, e spostata a Londra: naturalmente, con un raduno di un solo giorno (se poi verrà anticipato, bisogna chiedere la disponibilità ai club, e si sa che non saranno entusiasti).

Comunque sia, vedremo in campo le prime scelte del nuovo CT: qualcuno potrebbe già essere scontento, qualcun altro (e speriamo siano molti) potrebbe concedere un certo periodo di adattamento. Forse, una concessione dovuta anche alle prime parole di Prandelli: ha parlato di "qualità" (parola che è risuonata molte volte), rispetto della dignità e dei ruoli, con un unico criterio fondante: il merito, anche al di là del luogo di nascita (porte aperte ai Taddei e agli Amauri, se si dimostrino all'altezza).

Ricambio generazionale, ricerca del talento, attaccamento alla maglia: «Dobbiamo lavorare molto sul rapporto umano, dobbiamo davvero fare gruppo. A partire dalla Federazione», giusto per mettere subito in chiaro (l'amichevole spostata, di suo, non è un bel modo di cominciare). Un piano quadriennale, con gli Europei come tappa intermedia ma da non fallire: dopotutto, è difficile spiegare come mai l'Italia abbia vinto 4 volte il Mondiale mentre nel continente abbia sfondato una volta soltanto.

Idee sulla rosa: Buffon probabile nuovo capitano, via Cannavaro, probabilmente dentro Bonucci, con Ranocchia dietro, e magari anche Gamberini; dare possibilità a Santon, Pirlo e De Rossi asse portante della mediana, aspettando l'esplosione di un Poli, o di recuperare D'Agostino ai massimi livelli; sicuramente importante sarà Gilardino, ci sarà curiosità sul rapporto con Pazzini (si spera e si crede nel buonsenso di entrambi, ovviamente). Quanto alla tattica, parola a Prandelli: «Ogni allenatore può avere in testa un modulo dove può dare qualcosa in più da un punto di vista delle conoscenze; io mi auguro soltanto di poter utilizzare i giocatori e dargli la possibilità di esprimersi al meglio nel proprio ruolo, quindi non parto con un modulo rigido, non parto con un modulo prestabilito, anche perché non abbiamo molto tempo. Mi auguro di poter trovare giocatori nei posti giusti per valorizzare le qualità dei giocatori».

Un tecnico più giovane e forse più elastico, che non ha debiti di riconoscenza verso nessuno, e che ha in testa una formazione meno logora, che dia spazio tanto al lavoro sporco quanto ad un po' di talento. I tifosi della Nazionale pendono dalle sue labbra, e augurando a Prandelli il meglio, vedremo quanto durerà.


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Classifica marcatori
David Villa 5 Spagna
Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile