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© foto di Daniele Buffa/Image Sport
26.06.2010 23:30 di Alessio Milone articolo letto 2487 volte
Fonte: Gaetano Allegra per MondoPallone.Net

Ovvero: un popolo di gente semplice contro un popolo di sboroni. Per accorgersene, basta confrontare le bandiere. Da una parte: tre colori, una stella. Dall’altra parte sempre tre colori, ma di stelle ce ne hanno ficcate addirittura 50.

1′- Comincia USA-Ghana. Gli States rinunciano finalmente all’agghiacciante casacca blu con striscia diagonale in stile Miss Mondo e si presentano con una inusitatamente sobria divisa bianca. A cacciarci pugni negli occhi, però, ci pensano questa volta gli Africani, che scendono in campo con la maglietta del Lecce.

5′ – Ghana clamorosamente in vantaggio nonostante non ci siano stati calci di rigore a suo favore. Kevin Boateng, detto Prince per il suo vezzo di cantare mentre digerisce, si infila leggiadro fra i difensori statunitensi, si fa beffe del solito Demerit il cui cognome la dice lunga sul suo appeal al Fantacalcio e batte in rete rasoterra.

6′ – Il replay evidenzia il piazzamento scandaloso di Tim Howard, che anziché coprire il primo palo era praticamente sull’altro legno a fumare una sigaretta, con la reattività di una bicicletta appoggiata al lampione con tanto di catena.

13′ – In tribuna fioccano i VIP. Inquadrato Mick Jagger, certamente incarognito ad aver preso una pera da un tizio che si chiama Prince. Al suo fianco Bill Clinton, che risponde chiedendosi per quale fottuta ragione in campo ci siano soltanto maschi.

17′ - Mensah, giocatore che dal cognome dovrebbe avere un quoziente intellettivo altissimo, tenta l’ennesima minchiata della propria carriera appoggiando corto sul proprio portiere. Ma per far segnare Altidore ci vuole ben altro.

23′ – Comincia a giocare a pallone anche la squadra statunitense che, lo ricordiamo, finché non è sotto di almeno due gol tende a fregarsene alla grande di ciò che accade in campo.

26′ – Provvidenziale il raccomandato Bradley, che due volte svetta in area ad anticipare gli attaccanti avversari. Inquietante la somiglianza con papà Bob per quanto riguarda il Chemio-Look: pallore cadaverico e una smunta pelata.

31′ – E’ già cambio per gli USA. Entra il giovane Edu al posto di uno spento Clark. Il numero 13 statunitense esce mestamente e riceve un lungo bacio con la lingua da parte del CT Bradley, come è in voga nell’unitissimo gruppo americano. E ci sembra che la stampa spagnola sia molto interessata a questa usanza.

33′ – Uno sguardo alla carta d’identità di Edu. E’ nigeriano e vive in Scozia. Cosa ci faccia in campo questa sera è un mistero che Raz Degan svelerà presto su Italia 1.

37′ – Asamoah per poco non raddoppia. La difesa degli Stati Uniti è attenta e brillante come un tossicodipendente a un concerto di Rachmaninov. Demerit e Cherundolo imbarazzanti nel replay: “la prendi tu, la prendo io…” in realtà lo stavano per prendere tutti e due.

46′ – Si chiude un primo tempo vagamente noioso. USA che pagano la scandalosa vena dei propri difensori e adesso dovranno rientrare in campo con la solita mentalità da riscossa, consci del fatto che dovranno fare almeno tre gol per ribaltare questa partita (perché uno in genere glielo annullano sempre).

Intervallo – I tifosi americani credono fortemente nella rimonta. In tribuna sventolano superbe le bandiere a stelle e strisce. Ricordiamo anche che non si chiamano così per ricordare la famigerata propensione dei divi di Hollywood a farsi di coca, ma semplicemente per la loro singolare forma geometrica.

46′ – Dentro per gli Stati Uniti anche Feilhaber, giocatore di nazionalità austriaca, con padre ebreo, nato in Brasile e residente in Danimarca. C’è un sacco di lavoro ad attendere il povero Raz Degan.

48′ – Miracolo di Kingson sul tocco ravvicinato di Feilhaber. Gli Stati Uniti hanno deciso finalmente di farci vedere un po’ di soccer. Sarebbe in effetti uno scandalo che una partita con due difese così finisse solo 1-0.

53′ – Stati Uniti riversati nella metà campo del Ghana. Intanto erremoscia Collovati ci delizia: “Secondo me gli USA stanno per avanzare un po’ il baricentro”. Quando si dice occhio di falco…

55′ – Mensah devasta Dempsey qualche centimetro dentro l’area. Solo calcio d’angolo, ma il replay ci mostra lo spaventoso fisico da lottatore di Dragonball del giocatore ghanese. Dopo “Ayew che Dio t’Ayew” ci tocca svelare un altro famoso detto ghanese: “Mensah in corpore sah”.

57′ – Boateng tenta di appropriarsi di un ginocchio di Donovan per aggiungerla alla propria collezione. Spiccano su questa lista le rotule di Klose e Ballack.

59′ – Intanto Demerit effettua il primo intervento difensivo della sua vita e va a festeggiare sotto la curva.

60′ – Il povero Feilhaber viene preso regolarmente a calci nelle gengive dai simpatici difensori ghanesi.

62′ – Rigore per gli USA grazie a una galoppata clamorosa di Dempsey che accende la sirena e si lascia alle spalle quattro difensori ghanesi, sette rottweiler da guardia liberati dal serbo Rajevac e un’iguana scappata dallo zoo di Tokyo e arrivata in Sudafrica su un bastimento norvegese di merluzzo.

62′ – Donovan si china e raccoglie un filo d’erba prima di calciare dal dischetto. Sta chiaramente calcolando la traiettoria del vento.

62′ – Donovan si rialza e chiede il ferro nove. L’arbitro lo manda platealmente a cagare facendogli notare che se non batte il rigore entro tre secondi gli espelle la famiglia fino alla quinta generazione.

62′ – Rete di Donovan dal dischetto! 1-1!

66′ – Altro miracolo di Kingson, che ha già guadagnato due posizioni nella propria squadra di club e ora è diventato il settimo portiere del Wigan.

70′ – “Gool…!”, urla nel replay Mick Jagger mentre filma il rigore con il telefonino. “Calma”, lo placa Clinton che la sa lunga, “Siamo ancora soltanto al secondo inning”.

71′ – Intanto l’allenatore del Ghana è chiaramente Lele Mora travestito da serbo.

72′ – Pronto a entrare in campo Addy, che non si è accorto di avere ancora il cartoncino col prezzo attaccato ai pantaloncini.

75′ – Il sangue ebreo di Feilhaber urla nelle vene del povero numero 22 statunitense. E’ l’unico giocatore che ogni volta che s’avvicina al pallone riceve in cambio una serie di calci e cazzotti stile “Altrimenti ci arrabbiamo”.

76′ – Stati Uniti ancora vicini al raddoppio con Bradley che calcia malamente a pochi passi da Kingson. Intanto esce Boateng e va dentro Appiah, finalmente in forma dopo una interminabile serie di sfighe ospedaliere, anche se il colorito è vagamente più rassicurante di quello dei due Bradley.

80′ – Addy si avvicina alla panchina e scarica stizzosamente il cartoncino dei pantaloncini e una gruccia che gli era rimasta infilata fra le scapole.

82′ – Dempsey è stato chiaramente creato in laboratorio mischiando i cromosomi di Crujff, Beckenbauer, George Best e Beppe Fiorello, del quale ha preso soltanto l’espressione da appassionato di funghetti.

85′ – La partita si trascina ai supplementari, anche se con queste difese potrebbe tranquillamente finire 7-6 prima del novantesimo.

90′ – Sforbiciata di Demerit che pianta tredici tacchetti nell’intestino di Gyan per saggiarne la consistenza duodenale. Saranno tre i minuti di recupero.

91′ – Intanto inquadrato in tribuna l’ex giocatore del Toro Abicidì Pelé, anche se a prima vista sembrava di più il signore che s’è mangiato Pelé.

91′ + 3 – Si chiudono i tempi regolamentari di USA-Ghana. Staremo insieme altri trenta minuti, per la gioia di grandi e piccini.

92′ – Dentro Gomez per gli Stati Uniti, la mossa tattica paga subito e infatti Gyan segna il 2-1 per il Ghana.

94′ – Intanto a uscire in luogo di Gomez è stato Jozy Altidore, autore di una prova deludente. Collovati invece dichiara: “Ottima prestazione per l’attaccante statunitense”. Certo, se prendiamo come metro di paragone gli attaccanti di Lippi, anche i cartelloni pubblicitari della Coca Cola hanno fatto un’ottima partita.

97′ – Feilhaber si vendica castrando Ayew, che esce in barella per la tristezza di grandi e piccini.

103′ – Bocanegra e Demerit lì dietro sono efficaci come Mammolo e Pisolo. Chiude il trio Cherundolo, che anche col cognome ci sta benissimo.

112′ – Nel nulla cosmico, dentro anche Muntari, nonostante abbia passato la settimana a sfarinare polverina urticante nelle mutande di Rajevac.

121′ – Cerca gloria anche Tim Howard nell’area ghanese, ma l’impressione è che se anche la partita durasse novemila minuti finirebbe con questo risultato.

124′ – Finisce 2-1. Gli sboroni battuti dal Ghana, che guadagna così i quarti di finale con l’Uruguay. E mentre due infermieri in camice bianco si portano via Bizzotto che da dieci minuti urla “è semifinale! è semifinale!”, noi vi salutiamo per la gioia di grandi e piccini.


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Classifica marcatori
David Villa 5 Spagna
Diego Forlan 5 Uruguay
Thomas Mueller 5 Germania
Wesley Sneijder 5 Olanda
Gonzalo Higuain 4 Argentina
Miroslav Klose 4 Germania
Robert Vittek 4 Slovacchia
Asamoah Gyan 3 Ghana
Landon Donovan 3 Stati Uniti
Luis Fabiano 3 Brasile